domenica 17 ottobre 2010

domenica 22 agosto 2010

Him - Screamworks: Love in Theory and Practice

Caro Ville, ti vogliamo bene tutti ma a 34 anni fatti è possibile che uno stia ancora a cantare robe imbarazzanti tipo:
"I'm not afraid to say 'I love you'
any more than I used to be, babe
I am scared to death, I am scared to death
to fall in love"
Maddai, io capisco che le bollette a fine mese tu le debba pagare e anche che i gruppi Finlandesi abbiano un vocabolario standard di circa 100 parole che si passano a turno nel momento di entrare in studio di registrazione cosicchè i loro testi finiscano per essere tante commoventi varianti sul tema " I bleed blood in darkness and i cry so much tears for you, because i love you baby and an angel's falling from the sky only for you that hate and cut yourself in the dark of the night near the cimitery gates"
Ma insomma questi rigurgitini di pubertà..
ps.Da notare una delle copertine più brutte della storia .
Voto: 4/10

lunedì 5 luglio 2010

Boredoms - Super Roots 8


Vice Records

Genere: Noise/Elettronica
Raccomandato Se Vi Piace: OOIOO, Acid Mothers Temple And The Melting Paraiso U.F.O., Kawabata Makoto

Dopo tanto tempo mi viene assolutamente voglia di parlare di qualcosa di innovativo, qualcosa di originale, qualcosa di cui non vi ho mai parlato, qualcosa come…
Ok ragazzi, la gag è durata troppo, come al solito è un Super Roots dei Boredoms, e stranamente è buono quanto il 7. Si comincia ad ingranare allora.

Voto:7/10

domenica 6 giugno 2010

Comeback Kid - Broadcasting


Victory Records
Genere:Hardcore

Raccomandato Se Vi Piace: This Is Hell, Champion, Bane, Ruiner, With Honor

Sì, so benissimo di arrivare sempre tardi in queste cose ma solo ora mi accingo a recensire “Broadcasting”, il primo album dei Comeback Kid senza l’inconfondibile voce di Scott Wade. Purtroppo l’apporto di Andrew Neufeld ai vocals (passato da primo chitarrista alla voce dopo la partenza del precedente cantante, avvenuta durante la scrittura proprio di questo disco) non è quanto ci può aspettare dai Comeback Kid. Paragonato ai primi lavori “Turn It Around” (indiscusso capolavoro dell’hardcore new school) e “Wake The Dead”, il disco risulta stantio e ripetitivo per via di un apporto vocale non propriamente eccelso, nonostante musicalmente la band si trovi alcune spanne sopra molti gruppetti new school usciti negli ultimi tempi. Sicuramente pezzi come “Broadcasting”, “Defeated” e “Industry Standards” sono già entrati di diritto tra i loro classici ma l’inevitabile paragone con i vecchi lavori non regge a sufficienza: un ottimo ascolto per chi (eretico!!!) non ha mai sentito alcunchè dei Comeback Kid, un attimo di delusione per chi ha amato i precedenti lavori, ma hey, sono pur sempre i Comeback Kid, quindi comunque nel bene o nel male quest’album verrà adorato.

Voto:6/10

venerdì 4 giugno 2010

Alabama Thunderpussy - Open Fire


Relapse Records

Genere: Southern Metal/Stoner/Heavy Metal

Raccomandato Se Vi Piace: Corrosion Of Conformity, Orange Goblin, Unida, Fu Manchu

Gli Alabama Thunderpussy sono il classico stereotipo del gruppo rock/metal tutto al maschile: monicker che richiama una parte molto esplicita del corpo femminile, copertina piena di virilità e sangue e la band che per il 75 per cento sfoggia delle lunghissime barbe. Già per questo, ogni ragazzo è tentato di adorarli perché sono tutto quello che ogni uomo vuole essere, con questo fare strafottente e tipicamente southern che trasuda manhood da tutti i pori.

La musica?

Siamo sulla strada dello stoner rock mischiato all’heavy metal di stampo southern e il tutto possiede un awesomità di fondo che il cd scorre veloce e senza problemi fino alla fine, partendo dalla velocità iniziale di “The Cleansing” alla pesantezza desertica della conclusiva “Greed”, anche per uno come me che non è avvezzo alla mascolinità desertica dello stoner. Apprendo con rammarico comunque che la band (di cui faceva parte un ex- Avail) si è sciolta nel 2008, poco dopo l’uscita di questo album… Fa nulla, vado a recuperare gli album passati.

Voto:7,5/10

sabato 29 maggio 2010

Beneath The Massacre - Mechanics Of Dysfunction


Prosthetic Records
Genere: Deathcore/ Brutalcore

Raccomandato Se Vi Piace: Despised Icon, Trigger The Bloodshed, Origin, Through The Eyes Of Dead

Non sono esattamente molto avvezzo a questo deathcore brutale e senza un minimo di melodia che è di gran voga tra i GGGiovanissimi, ma riesco a riconoscere (almeno credo) un gruppo più dotato di altri. E devo ammettere che questi Beneath The Massacre sono abbastanza dotati per il loro genere, un deathcore brutale e tecnicissimo, straight on your face, che si dica facciano un enorme successo in sede live. Io li ho sentiti su cd (questo “Mechanics Of Dysfunction” è il loro debutto su lunga distanza) e devo ammettere che nonostante io abbia ampiamente constatato che questo non è il mio genere, il disco scorre bene e si lascia ascoltare per tutta la sua durata (una trentina di minuti circa). Io non lo riascolterò: molto probabilmente i fans di band come Despised Icon ed Annotations Of An Autopsy lo faranno anche più e più volte.

Voto:7/10

venerdì 28 maggio 2010

There For Tomorrow - Pages


Hopeless

Genere: Pop-Punk

Raccomandato Se Vi Piace: The F-Ups, All Time Low, Mayday Parade

Che il pop-punk sia ormai divenuto un genere stantio e privo di attrattive, è cosa risaputa per chi legge Guilty Agenda. Quindi nessuno si stupirà se mi metto a parlare malissimo di questo EP dei There For Tomorrow, band che non possiede un minimo di talento ma che si limita a fare e rifare cose ormai già sentite pure troppe volte. Prendete gli All Time Low o i Fall Out Boy (senza la capacità pop dei secondi) e l’inutilità di band come Mayday Parade o Hit The Lights e avrete i There For Tomorrow; ovvero, come sprecare tonnellate di cd, plastica e carta per gente che ha la capacità di emozionare pari a quelle di un banchiere che conta i centesimi da uno.

Voto:4/10

domenica 23 maggio 2010

Trencher - Lips


Southern

Genere: Post-Grindcore

Raccomandato Se Vi Piace: Daughters, The Locust, Some Girls, Holy Molar, Curl Up And Die, Converge

Brillante, è l’unico aggettivo che userei per descrivere quest’ammasso di urla strazianti, sonorità al limite estremo del cacofonico e una tastiera martellante che per la prima volta, non esito a dire che un certo mal di testa mi è venuto. Complice anche una sonorità a tratti devastante, a tratti gotica (immaginate La Famiglia Addams in chiave gore e questo è potenzialmente quello che potrebbe svilupparsi con un prolungato ascolto di “Lips”) i Trencher entrano di diritto tra i migliori artisti di quella scena post-grindcore che qualche anno fa, nel 2003, stava entrando sotto i riflettori di certa stampa underground con i lavori di gente come Daughters, Curl Up And Die, Mara‘Akate e che ora ha fatto un po’ perdere le tracce, tornando in un glorioso anonimato che meglio si confà a questo sottogenere troppo ostico per avere una visibilità troppo grande. Quindi se avete voglia di 20 minuti di mal di testa e tante cose fiche che ve lo possono creare, i Trencher fanno al caso vostro: garantisce The Guilty Agenda.
Voto:8/10

The Higher - On Fire


Epitaph

Genere: Pop

Raccomandato Se Vi Piace: Young Love, The Audition, Justin Timberlake

Poche parole per descrivere questo album dei The Higher. C’è gente che li descrive come il peggior gruppo della Terra, che fanno musica palesemente per soldi e nemmeno lo nascondono, e purtroppo vengono tacciati di essere nu-emo (WTF?!?) o c’è gente come Brett Gurewitz che li ha visti dal vivo e li ha presi sotto contratto all’istante (probabilmente, avrà avuto gli occhi marchiati dal simbolo del dollaro). La mia risposta si trova nel mezzo; l’unica cosa che posso affermare con certezza è che se Justin Timberlake fosse una band, sarebbero i The Higher.
Voto:5,5/10

lunedì 10 maggio 2010

Deerhunter - Cryptograms


Kranky

Genere:Space-Rock

Raccomandato Se Vi Piace: Animal Collective, Panda Bear

No ok, devo riuscire a capirlo bene anche da solo, senza doverlo scrivere ogni volta che lo ascolto ma veramente trovo lo space-rock un genere di un inutilità immensa. Perché, perché, PERCHE’ fare questo genere di musica? Bah.

Siccome non ho una risposta, e non ho gran voglia di parlare di questo album, sappiate che comunque è space-rock scadente, di quello che lo senti e non riesci nemmeno a dire “Vabbè, non mi piace il genere però sono bravi.”.

Nemmeno questo.

Voto:4/10

The Cougars - Jenny From Norway EP

Autoprodotto

Genere: Pop-Rock

Raccomandato Se Vi Piace: Dreamstate, Francis Park, The Cranberries

Secondo promo ricevuto qui a The Guilty Agenda e stavolta si tratta di due tracce “demo” scritte dai The Cougars di Roma, giovane band che suona un pop-rock che più classico non si può. Il promo da loro inviatomi contiene due sole canzoni, decisamente poche per capire bene la via intrapresa dalla band: “Let Me Come Back To The Start” è una buona ballata piano voce, tono dimesso e passaggi che fanno pensare a dei Dreamstate più giovani e un ottimo biglietto da visita. Purtroppo non si può dire lo stesso di “I’m A Mess”, canzone banale e costruita male che con il suo pop-rock classico e vagamente 90’s non riesce a far comprendere la direzione che i Cougars vogliono prendere. Il mio consiglio per questa band è quindi di puntare sul suono del pianoforte, di darsi alle melodie intime e soffuse e lavorare di più alla costruzione dei brani per avere un risultato più pieno.

Voto:5/10

martedì 4 maggio 2010

The Emo Diaries Chapter Eleven - Taking Back What's Ours


Deep Elm

Dopo una pausa durata svariati anni, la Deep Elm ha deciso finalmente di riprendersi il titolo di etichetta cardine nello sviluppo (e purtroppo dell’inbastardimento) dell’emo. Ci riuscirà?

Analizziamo ogni band per questo undicesimo volume degli Emo Diaries.

Above Them: decisamente dignitosi nel loro post-hardcore di marca svedese (Sounds Like Violence, Starmarket) nonostante siano inglesi. Ottima traccia d’apertura.

This Drama: nuova entrata nella scuderia Deep Elm, i This Drama propongono un delizioso quanto innocuo indie newyorkese. Da sentire in sedi più consone.

While You Were Gone: vera e propria chicca della compilation. Emo-pop-punk tra Brandtson, The Forecast e i Pohgoh più movimentati, questo quintetto capitanato da una splendida voce femminile, riesce a catturare al meglio l’idea di unione tra emo e power-pop, in una sola canzone.

Knockout Kings: splendidi ma copie dei primissimi Taking Back Sunday, da prenderli per quello che in realtà sono.
Andy Tanner & His Grand Piano: un bravo cantautore a metà tra un primigenio Bright Eyes, un Kevin Devine/Miracle Of 86 ed una toccata e fuga da parte del genio Jonah Matranga (si sentono i New End Original di sottofondo). Pollice in su per Andy Tanner.

The Crash Engine: a metà tra l’emo di inizio 2000 e un alternative rock mainstream. Passiamo oltre.

The Decoration: emo-pop classico, niente di particolare da riferire.

I’m Fashion, You’re Victim: probabilmente i capoccia della Deep Elm avranno avuto i loro motivi per inserire un brano del genere. Non è che sia brutto, affatto, ma stona con quasi tutto (Panel a parte) il resto del disco: metalcore emozionale, tra i Thrice di “The Safety Of Illusion” e vaghi accenni allo screamo nel cantato. A me personalmente, sono piaciuti.

Young Hearts: emo-pop-punk di discreta fattura, quasi targato Red Leader Records o No Idea, per intenderci. Carini e si vede che è una band con esperienza alle spalle.

The City Beautiful: un gruppo olandese a metà tra lo shoegaze e l’indie, decisamente brutti.

My Awesome Compilation: pop-punk inglese che, chitarristicamente parlando, a volte prova a buttarsi su roba un po’ più pesante. Ho sentito tracce migliori della band, quindi posso parlarne bene a prescindere.
Panel: grandissima canzone, siamo in territorio Planes Mistaken For Stars e la dualità violenza-emotività è mantenuta a livelli eccelsi. Dunque un ottima conclusione per un disco che esalta a metà ma che non fa tornare la Deep Elm a riprendersi esattamente quello che era loro, ma soltanto gli scampoli di quello che poteva esserci all’inizio del millennio. Vedremo in futuro con il dodicesimo capitolo.

Voto:6/10

domenica 2 maggio 2010

K-Os - Atlantis Hymns For Disco


EMI/Virgin Records

Genere:Rap/Rock/Funk

Raccomandato Se Vi Piace: The Roots, K’naan, Mos Def, Zion I

Mi fa strano recensire un’artista “rap” su Guilty Agenda, ma, hey siamo aperti un po’ a tutto noi della redazione. Detto questo, vi presento k-os, rapper canadese al terzo album (questo “Atlantis Hymns For Disco”), il cui monicker si pronuncia chaos ma in realtà vuol dire Knowledge Of Self e che si fa apprezzare per il fatto di non essere solamente un artista rap, ma a tutto tondo, in grado di coniugare alla musica del ghetto anche un bel po’ di rock classico e di funk, sulla scia di band più blasonate come The Roots e Zion I. k-os (da scrivere assolutamente con la k minuscola) è quindi un artista rap? Assolutamente sì poiché il rap sta alla base della sua musica che poi può sfociare in rap quasi disco anni 90 come nell’iniziale singolo “Electrik Heat – The Seekwill”, afflati funk (“The Rain”, “CatDiesel”) fino al rock più classico in “Valhalla” oppure in “Equilizer”, creando un disco decisamente vario e più impegnato (a livelli di testi sicuramente) di quelli della scena hip-hop nordamericana. Un disco valido per i palati più fini che di questo genere hanno già masticato tanta roba.

Voto:7/10

martedì 27 aprile 2010

Pagoda - Pagoda


Ecstatic Peace!

Genere: Post-Grunge/Rock

Raccomandato Se Vi Piace: Nirvana, Sonic Youth

Quando mai gli attori si sono rivelati bravi musicisti? Certo, c’è il caso di Jared Leto che non è questo musicista eccelso, però sa scrivere canzoncine carine (anche perchè è questo che richiede il genere che suona) e basta, ma poi chi altro c ‘è? No, non sono pazzo a fare domande a caso, ma è che questi Pagoda altri non sono che la band post-grunge dell’attore Michael Pitt, meglio conosciuto per il suo ruolo da protagonista del controverso “Last Days” di Gus Van Sant e per aver recitato in film come “The Dreamers” e nel remake di “Funny Games” del 2008. Provo ora a rispondere alla domanda iniziale però. Si può considerare Michael Pitt e i suoi Pagoda dei bravi musicisti? La risposta è nì. I Pagoda sanno suonare, hanno adattato il loro sound un pò originale (un classico terzetto più un violoncello) al rumore post-grunge caro sia ai Sonic Youth che ai numi tutelari Nirvana aggiungendo al tutto passaggi a dir poco bislacchi, ma è considerabile un bell’album? Purtroppo sono profondamente indeciso sulla valutazione di questo disco in quanto, per il sottoscritto, il disco si trascina dentro ad una scena musicale stagnante da molti anni (almeno dal 2002) e che suona sempre le stesse cose trite e ritrite senza il guizzo geniale degno degli artisti: una sufficienza stentata è il voto giusto per un disco come questo. Ah, avrei alzato il voto solo per l’audio in italiano della traccia finale: sentire delle ragazze italiane ignoranti è sempre una bella cosa.
Voto:6/10

lunedì 26 aprile 2010

L'Uomo nell'Ombra

genere: non avevo voglia di cercare l'immagine

Ho letto recensioni con voti piuttosto alti; onestamente due ore e passa di film per farmi dire che se l'America dice "salta" 3/4 del mondo salterà mi pare un pò banalotta come trama anche se supportato da una moglie, prevedibilmente, intrallazzona.

Voto: 6,5

venerdì 23 aprile 2010

Anberlin - Cities


Tooth And Nail Records

Genere:Emo-Rock

Raccomandato Se Vi Piace: The Juliana Theory, Copeland, Armor For Sleep

E’ un mio modesto parere quindi prendetelo con le pinze, ma secondo me gli Anberlin sono uno di quei pochi gruppi (assime ai primi The Early November, ai primi Copeland, ai Mae e a pochissimi altri) ad aver aggiunto alla perfezione la componente emo ad uno stile musicale moderno e molto alternative mainstream che tanto piace agli americani. Detto questo, si capisce che sto facendo uno sforzo immane a parlare oggettivamente di questo “Cities” della band capitanata da Stephen Christian, avendo amato alla follia i due precedenti lavori. Ho nominato tra le righe “Blueprints for the black Market” e “Never Take Friendship Personal” perchè questo disco, l’ultimo per la cristiana Tooth And Nail, è una perfetta summa tra la solarità del primo album e l’aggressività del secondo: il tutto si riflette poi in una serie di pezzi, che possono essere classificati come nuovi classici da parte della band. Partendo da “Adelaide”, il singolo poppy in pieno stile Anberlin con tanto di synth ogni tanto a punteggiare l’eccellente lavoro in sede di produzione dei brani, passando un attimo per la new wave degli anni 80 (in realtà ricordano terribilmente gli Action Action) con “There Is No Mathematics To Love And Loss” per concludere con la deflagrante “*fin”, il cui coro finale mi fa tornare alla mente la conclusione di “The Ugly Organ” dei Cursive, il disco degli Anberlin non ha mai un attimo di fiacca. “Cities” ha appunto questo pregio di non stancare mai per tutta la durata del lavoro, nonostante non si trovi una vera e propria evoluzione del suono del gruppo ma quantomeno un lavoro di cesellamento in fase compositiva e soprattutto di produzione che lo rendono uno dei migliori dischi della band e sicuramente uno dei migliori nel suo genere. Assolutamente da provare per chi non li ha nemmeno mai sentiti nominare.

Voto:8,5/10

giovedì 22 aprile 2010

Classic Case - Losing At Life


Fearless Records

Genere:Alternative Rock

Raccomandato Se Vi Piace: Codeseven, Orgy, The Panic Division
Il secondo album dei Classic Case è, molto sinteticamente, il loro epitaffio musicale in tutto e per tutto. Questo disco, uscito per Fearless all’inizio del 2007, presenta un alternative rock semi-mainstream molto banale, toccato vagamente da clichè nu-emo (“Elevator Phobia”) che riesce a convincere, poco, solo su una traccia dall’imbarazzante titolo di “Vampires”. Ci credo quindi che la band poi si sia sciolta per andare a suonare (dato che comunque la tecnica non sembra mancare) in gruppi come He Is Legend, Saves The Day e Glassjaw…

La cosa, alla fine, imbarazzante, rimane la Fearless Records la quale dopo aver licenziato lavori per una band enorme (parlo dei seminali At The Drive-In) e per una sottovalutatissima ma ottima (parlo dei Brazil che tanto mi sono cari) si trova qui a tirare fuori roba come questi Classic Case o peggio gli Alesana…

Voto:4,5/10

venerdì 16 aprile 2010

La Verità è che non gli Piaci Abbastanza


Genere: mele caramellate, batuffoli di zucchero a velo rosa, lecca lecca alla ciliegia, commedia romantica, gne-gne, lieto fine.
Un film zuccheroso assolutamente privo di spessore, una commediola noiosa e scontata, un ammasso di luoghi comuni su entrambi i sessi così spaventosamente logori, superficiali e plastificati che piu' non si poteva umanamente fare.
Unica consolazione è che tempo due mesi Gigi finirà sola nel suo squallido monolocale abbarbicata al classico barattolone Sammontana piagnucolando mente guarda Via col Vento, alternando palate di gelato alla deflorazione da parte di uomini a casaccio ma stavolta senza nemmeno l'amico simil-gay a cui confidare i suoi enigmatici conflitti interiori.
Vent'anni dopo sarà pensionata, sola, a badare a 44 gatti in fila per sei.
Alex è rinsavito entro breve tempo dopo che qualcuno gli ha fatto notare che no, 35 telefonate al giorno non sono normali e che si, la sua ragazza è una colica di dimensioni epiche.
A quel punto si è finto gay ha mollato Gigi ed è scappato alle Hawaii con la biondona che l'ha preso a mazzate al videogioco verso la metà del film.
La Aniston si sposerà col ragazzo ma lui tempo un anno la tradirà con la Johansson, (che gentilmente si presta al ruolo di meretrice di turno), fino a renderla piu' cornuta di un cesto di lumache, ma cionondimeno lei fingerà che tutto vada bene perchè, nel tentativo di non vedere i perizomi interdentali alla menta piperita sparsi per la casa, si è data ai seminari sulla Bibbia durante i quali il parroco le ha ribadito che Dio non fa entrare i divorziati in paradiso a meno che questi non abbiano opportunamente condonato presso la Banca del Signore.
Quell'altra che sembra Demi Moore dopo un botox party era già acida da sposata e probabilmente ora finirà a sfogare la sua carica sessuale repressa facendo la mistress in qualche club sadomaso.
Voto: 4

Alice in Wonderland

Genere: fantasy

Allora dopo aver visto questo Burtoniano adattamento di un classico per l'infanzia mi sono risolta a credere che un risultato del genere sia plausibile solo a patto che il caro Tim sia andato a sfondarsi di papaveri in Olanda rincorrendo farfalle multicolor col retino mentre altri, non so chi, giravano il suo film.
Ed ecco che dai titanici sforzi di un misterioso uomo-ombra emerge uno squallido fantasy di serie B, inutile, scontato e con una sceneggiatura decisamente bruttina, cui va riconosciuto l'essere tra i film peggiori di Tim Burton e Johnny Depp messi assieme.
Infine: Tim ti è mai venuto in mente che fare film sempre con i soliti 3 attori non sia proprio un'ideona?
Voto: 6

martedì 13 aprile 2010

Boredoms - Super Roots 7



Vice Records
Genere: Noise/Experimental/Psychedelic/Space-Rock
Raccomandato Se Vi Piace: OOIOO, Acid Mothers Temple And The Melting Paraiso U.F.O.

Ciao a tutti, mi chiamo Valerio Martini e tutti vi ricorderete di me per recensioni contro il Giappone ed in particolare contro i Boredoms.

Bene, stavolta faccio un eccezione.

Sarà che è il settimo Super Roots (il che presuppone che ce ne siano altri sei prima), sarà che lo sto ascoltando attentamente, sarà che per la prima volta ha un ritmo decisamente capibile, molto rock/no wave, e che stanno facendo notevoli stacchi, ma questa volta sarà un ottimo voto al disco, anche se come al solito, il genere non fa per me.

E ora scusatemi, dopo queste brutte notizie, vado ad affogare la mia tristezza su un barattolo di gelato davanti ad un deprimente teen movie…

Voto:7/10

Swan Shore - Promo 2010


Autoprodotto

Genere: Metalcore

Raccomandato Se Vi Piace: Haste The Day, August Burn Red, I Killed The Prom Queen, For The Fallen Dreams

YAY! Finalmente il mio primo, agognato, promo da recensire.

Gli Swan Shore da Roma, sono giovani, fanno metalcore e a quanto sembra in grado di sorpassare all’istante le novità della scena romana (prime fra tutte gli Psychic Jail e i Flash Before My Eyes) con due pezzi dal forte impatto sonoro e dalla spiccata sonorità Solid State. Certo, non sto parlando di un gruppo capace di fare dell’originalità il loro cavallo di battaglia (echi di August Burn Red e For The Fallen Dreams si sentono un po’ dappertutto) , ma quello che è lampante è l’ottima qualità dei pezzi, un metalcore solido e senza fronzoli, che vince e convince. Sicuramente le cose migliori si faranno sentire con il tempo, dato che i ragazzi sembrano possedere delle ottime qualità musicali: se osassero di più in futuro, non mi stupirei di vederli in tour un po’ dappertutto. Insomma un buonissimo promo, peccato per i soli due pezzi che inficiano un po’ la valutazione del disco, ma nulla di preoccupante.

Voto:7/10

lunedì 12 aprile 2010

An Angle - The Truth Is That You Are Alive


Drive-Thru Records

Genere: Indie-Folk/Pop-Rock

Raccomandato Se Vi Piace: Bright Eyes, House Of Fools

Gli An Angle sono protagonisti di un bellissimo aneddoto. Si racconta che il cantante, intervistato su quali fossero i suoi gruppi preferiti e quelli che odiasse, ad un certo punto dell’intervista se ne uscì con un “Noi odiamo Bright Eyes, ci fa schifo, pensiamo che la sua musica sia orribile”, lasciando il giornalista abbastanza interdetto. Non tanto per gli insulti ma perché è stato detto proprio dal cantante degli An Angle. Avete mai sentito gli An Angle? No? Ok, prendete la prima canzone, “Oh!Oh!Oh!Trouble”. Sentite la voce.

Visto?

Il suo timbro è assolutamente IDENTICO a quello di Conor Oberst dei (defunti,sic) Bright Eyes!

Anche la musica tra le altre cose, non si discosta molto da quanto fatto dall’artista di Omaha, tralasciando però completamente il fattore emozionale e puntando più su un fattore divertimento, ricordando quindi più da vicino un bravissimo gruppo giovane, gli House Of Fools, che sono sulla stessa etichetta degli An Angle, ma che, rispetto a loro, stanno su un altro pianeta.

Quindi che dire degli An Angle? Beh nulla di che in effetti, a parte le idee buone qua e là (il burlesque di “Red River”), il disco non decolla e nelle ballate finali, più “emotive”, annoia a non finire.

Tutto da rifare quindi.

Voto:4/10

domenica 11 aprile 2010

Heartstop - Short Of A Miracle

Autoprodotto

Genere: Nu-Emo/Pop Punk

Raccomandato Se Vi Piace: Bel Air Academy, Jamies Elsewhere, LoveHateHero

L’entusiasmo di aver ritrovato tutto ciò che avevo nel pc si è purtroppo stemperato all’ascolto di questo “Short Of A Miracle”, disco autoprodotto degli esordienti Heartstop, che non creano un brutto disco ma purtroppo una sorta di compendio di tutti i clichè nu-emo, in chiave musicale e lirica, che lo rendono praticamente anonimo. Prendete uno qualsiasi di quei gruppi, prima ciuffoni e ora dediti al rock più puro (quando invece cadono sempre di più nel banale) ed avrete gli Heartstop, un gruppo che anche sulla loro canzone migliore “Eric’s Last Heartbeat”, riescono a confezionare un prodotto anonimo e in alcuni passaggi vagamente confuso. Da risentire in futuro.

Voto:5/10

sabato 10 aprile 2010

The Polyphonic Spree - Wait


Junket Boy

Genere: Symphonic Pop/Indie-Pop/Pop-Rock

Raccomandato Se Vi Piace: The Flaming Lips, Architecture In Helsinki, I’m From Barcelona

Recensire un EP di cinque tracce dei Polyphonic Spree è semplice e complesso allo stesso tempo. Trattasi, per quei pochi che non hanno mai visto l’enorme complesso che in passato ha ricevuto un enorme eco dai giornali specializzati e non, più di una ventina di individui di ambo i sessi con indosso toghe dei più vari colori), che con il loro indie pop “sinfonico” e sempre solare, simili per certi versi al Go Team e agli Architecture In Helsinki, hanno dato vita a esibizioni infuocate mantenendo una parvenza di “sacro/simbolico/mistico”. Sarà per il fatto che indossino toghe, ma mi sono chiesto, la loro musica è impegnata davvero o solo io vedo un vero e proprio divertissement? Molto probabilmente, grazie alle cover di “Lithium” dei Nirvana e di “Love My Way” degli Psichedelic Furs (nemmeno lontanamente avvicinabile a quella dei Mineral) presenti in questo EP, la risposta è proprio quella di un divertente fun extended play che rallegra e coinvolge, ma che alla fine può tranquillamente rimanere lì per anni in attesa di un secondo ascolto.

Voto:6/10

domenica 4 aprile 2010

Anathallo - Canopy Glows


Anticon

Genere: Pop/Art-Pop/Chamber-Pop

Raccomandato Se Vi Piace: Sufjan Stevens, Arcade Fire, My Latest Novel, Architecture In Helsinki, Right Away,Great Captain!

Eccomi qui, dopo aver annunciato che Guilty Agenda sarebbe tornato ad essere più o meno giornaliero. Eccomi qui, a prendermi le colpe per aver detto una palese stronzata dato che il mio pc (con annesso 90% della musica) ha buttato coppe, e a recensire un disco come se fossi in un normalissimo Starbucks, sorseggiando caffè al caramello e mangiando cheesecake. Peccato che io sia a casa, e non da Starbucks, con il portatile, stravaccato sul letto ad ascoltare questo secondo lavoro degli Anathallo. La band propone anche qui, su “Canopy Glow”, un lavoro art-pop impeccabile, ineccepibile sotto moltissimi punti di vista, tanto da portare alla mente durante l’ascolto, artisti di diversa estrazione come Sufjan Stevens, gli Architecture In Helsinki (“Cafetorium”) e degli Arcade Fire sicuramente meno oscuri (“The River”). Però, a parer mio, il cd risulta carente su un fattore: l’emotività. Sarà per il fatto che ascoltare emo per 300 giorni l’anno non mi ha mai fatto granchè bene, ma il disco sembra soltanto un lavoro perfezionato sotto vari aspetti, cesellato in ogni sua sfumatura, ma un po’ privo di anima. Un po’ come me, senza il mio fedele pc.

Voto:7/10

lunedì 8 febbraio 2010

paranormal activity


"Paranormal activity, il film che ha sconvolto l'America"

beh, signori, allora l'america è un popolo di coglioni senza speranza.


In tutta onestà, avevo intenzione di boicottare questo film, visto che è prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentis (sì, quelli dei cinepanettoni), e non volevo dare i miei soldi a chi prouce film che visto l'abbondare di tettume e la scarsità di contenuti, sono buoni solo per farsi le pippe.

Ahimè, spinta dalla pioggia e dalla noia pomeridiana, ho speso i miei buoni 8 euro in un cinema del centro, devo dire abbastanza speranzosa, visto che è stato presentato come un nuovo Blair Witch Project (film che, ai tempi suoi, era notevole e comunque anche oggi merita) e come, appunto, "il film che ha sconvolto l'America".


In sostanza, con Blair Witch Project ha in comune ben poco: entrambi sono stati girati stile documentario fatto in casa con una telecamera amatoriale (bellissimo l'umanoide seduto dietro di me, che ha passato il primo quarto d'ora di visione chiedendosi perchè "si vedesse male"), ed entrambi in fase di produzione sono costati due lire ma hanno incassato una somma importante.
Incassi, a mio modesto parere, non meritati. Lo svolgimento è di una lentezza aberrante.

La trama è semplice: questi due fidanzati notano che in casa loro ci sono dei "fenomeni strani" (altrsì chiamati poltergeist. un'altra pecca del film che è pesata ad un 'appassionata' di paranormale come me è che abbondava in inesattezze ed omissioni), e quindi decidono di riprendersi con una telecamera.
Fin qui, niente di malvagio.Ora, una buona metà del film consiste nelle registrazioni di queste notti dove sostanzialmente non succede un cazzo, e loro che commentano questi fenomeni (porte che si socchiudono e si riaprono da sole, rumori indefini e similia).
L'intento sarebbe di creare tensione, ma la sala era in catalessi. Nella seconda metà la pellicola, fortunatamente, si movimenta e la visione diventa piacevole. Il finale non ve lo rivelo, ma scommetto quello che vi pare che lo capirete dopo mezz'ora.


In generale non è orripilante, ma è stato presentato come una produzione di livello troppo alto rispetto a quello che in realtà è. Certo, come un pò tutti i film del genere lascia un pò di inquietudine, però da aspettarsi di cagarsi sotto e invece trovare un'intera sala che comincia a ridere (giuro), c'è un pò di differenza.
Sul film è anche scoppiata una polemica dell'onorevole Mussolini (lei? polemica? quando mai!) perchè è entrato nelle sale senza restrizioni per i minori. Non vorrei mai darle ragione, però onestamente è pur sempre un film horror (l'articolo che ho letto dice "crea tensioni e attacchi di panico", posso ridere?) e non lo farei vedere ai ragazzini di dodici anni.


In finale, non è assolutamente da vedere, basta solo non aspettarsi la figata cosmica che prospetta la pubblicità.


voto: 6/10
il trailer con tanto di homo poco sapiens che si cacano sotto: qui .
articolo sulla polemica mussoliniana: ansa .

martedì 2 febbraio 2010

The Used - Berth



Reprise

Genere: Screamo-Pop

Raccomandato Se Vi Piace: From First To Last, Saosin, My Chemical Romance, Silverstein

Un dvd live, dopo soli due album? E' possibile se ti chiami The Used e riesci a vendere anche questo live, che non è nulla di che ma che mi fa godere da matti quando ride su “Take It Away” per prendere in giro Gerard Way. Ribadisco, nulla di che da scaricare. Da guardare è un altro paio di maniche però.

Voto:5/5

domenica 31 gennaio 2010

Killed By The Bull - The Princess Rides The Bull Into Holy Hell


KOI

Genere: Horror-Punk/Folk-Punk/Hardcore

Raccomandato Se Vi Piace: Super Black Market, Ghost Town Trio, Psyched To Die

Un bel disco di horror-punk fatto come si deve non si vede tutti i giorni suvvia. Se aggiungiamo al fatto che il gruppo ha un gran bel monicker (Killed By The Bull), ha un ottimo titolo ("The Princess Rides The Bull Into Holy Hell"), ha un orribile copertina e bagna il suo disco di abbondanti dosi di folk e allo stesso tempo anche di una puria follia hardcore, quasi skramz (solo in alcuni urlati, vedasi "Ever Since I Prayed To Satan...") e che il sottoscritto sta per dargli un bel sette e mezzo su dieci, direi proprio che un ascolto va assolutamente regalato a questi giovanotti del New Jersey.

Voto:7,5/10

martedì 26 gennaio 2010

Boredoms - Super Roots 6




WEA Japan


Genere: Psychedelic/Space-Rock

Raccomandato Se Vi Piace: OOIOO, Acid Mothers Temple And The Melting Paraiso U.F.O.

No no, dai come si fa a definire musica questo sesto volume di “Super Roots” a cura di Boredoms?

Ok che io ho i pregiudizi nei confronti dei giapponesi e soprattutto di questo gruppo, ma qui siamo al delirio. Il nulla fatto musica, suoni a caso e cacofonia allo stato puro. Sono contento di non definirla musica.

Voto:1/10

lunedì 25 gennaio 2010

Julie Doiron - Woke Myself Up



Jagjaguwar/Endearing


Genere:Folk/Acoustic/Indie-Pop

Raccomandato Se Vi Piace: Scout Niblett, Tara Jane O’Neil, Mount Eerie, Belle And Sebastian,

Julie Doiron, ormai veterana della scena folk, ci regala un ennesimo bell’album intitolato “Woke Myself Up”, uscito nel 2007 per la Jagjaguwar. Per chi non lo sapesse, la dolce Julie, suona un folk semi-acustico condito da inserti molto dreamy che l’avvicinano alcune volte ad alcuni esempi del miglior indie-pop (Nina Nastasia, per citarne una) e che trasportano il disco in un universo parallelo, dove l’unica cosa che serve veramente è la capacità di saper rilassare e calmare, con canzoni mature e delicate, in modo da poter guardare dalla finestra durante una serata piovosa e sentirsi malinconici, sì, ma allo stesso tempo anche felici e protetti. Capacità che Julie Doiron possiede al 100%.

Voto:7,5/10

mercoledì 20 gennaio 2010

Barr - Summary



5Rue Christine


Genere:Indie/Spoken Word

Raccomandato Se Vi Piace: Xiu Xiu, Abe Vigoda, Bobby Birdman, Uochi Toki

Barr, nome d’arte di Brendan Fowler, californiano, è un progetto così indie snob che ti fa venire l’orticaria a parlarne ma che non riesci a smettere di ascoltarlo. Trattasi di puro e semplice spoken-word, vera e propria performance vocale in cui il caro Fowler, accompagnato da piano, batteria e basso, si racconta su tutti i fronti: il fatto è che con una cosa così semplice e (apparentemente) banale, come questa, dove vengono toccati parecchi argomenti (test di gravidanza su “Half Of Two Times Two”, ad esempio) si rimanga dapprima un po’ spiazzati, come a dire, “E’ uno scherzo?”, però più va avanti e più non riesci a non ascoltare ogni giorno l’incalzare ipnotico di una canzone come “The Song Is The Single” e lì, in quell’istante, ti accorgi che poi quest’album in mezzo a tutto quello che ascolti, non è assolutamente male…

Ma proprio per nulla.

Voto:7,5/10

sabato 16 gennaio 2010

Hot Cross - Risk Revival



Hope Division Records/Equal Vision Records
Genere: Screamo/Post-Hardcore

Raccomandato Se Vi Piace: Drive Like Jehu, Neil Perry, City Of Caterpillar, I Would Set Myself On Fire For You, Since By Man

Dalle ceneri dei Saetia, dei Neil Perry e altri grandiosi gruppi (tra cui Off Minor e Joshua Fit For Battle), nasce agli inizi del nuovo millennio il progetto Hot Cross, arrivato nel 2007 allo scioglimento prematuro dopo il tour per la promozione di “Risk Revival”, loro secondo album. Ed è un secondo album che lascia a bocca aperta per un buon 85%, e non poteva essere altrimenti dati i nomi presenti nel disco, prima su tutti l’inconfondibile voce di Billy Werner dei Saetia, che in questo lavoro degli Hot Cross è usata in maniera meno emotiva e più su uno stile post-hardcore/emo-core che ricorda da vicino i Drive Like Jehu, rievocati anche dalle chitarre pesanti e dagli intrecci armonici che creano ogni due per tre.
Un album a volte più dai temi sociali (“Turncoat Revolution”) che emozionali, anche se l’attacco di “Exits And Trails” è veramente un colpo alle coronarie, con il suo devastante incipit che assieme alla seguente “Turncoat Revolution” è senza ombra di dubbio, la punta di diamante del lavoro dei ragazzi di Philadelphia. Un insieme di chitarre che passa senza sosta dai passaggi infuriati tipicamente hardcore (“Kill The Name”, “Blame Truth”) alla malinconia totale degna del miglior screamo (“Fatefully”, “Resent Resist Rebuild”) toccando infine addirittura le corde di un emo-core che gioca con il punk, sulla scia di Samiam oppure Lifetime (“Cardiac Silence”, “Existence”). E’ un album di cui non so parlare, è un disco di cui sto imparando a godermi ogni singola nota. E spero facciate anche voi lo stesso.

Voto:8/10

venerdì 15 gennaio 2010

No One Goes Home - The New Era



Autoprodotto
Genere:Power-Pop/Pop-Punk

Raccomandato Se Vi Piace: Almost Remembered, Last Years’ Hero, Plain White T’S

Raramente mi è capitato di sentire un peggior disco d’esordio di power-pop Americano, quello proprio da college americano del 2005, permeato di quell’aria, siamo teenagers e noi spacchiamo e prendiamo tutte le meglio ragazze e comunque ci divertiamo ai party ma se stiamo a casa ci deprimiamo e pensiamo alla ragazza che c’ha spezzato il cuore, come questo. Probabilmente loro e gli Aspen It Is si contendono il premio peggior disco entrato nelle mie orecchie ed uscito senza passare dal via: meglio così, 60 megabyte in più nel pc.

Voto:2/10

mercoledì 13 gennaio 2010

Twisted Sister - Still Hungry



Drakkar Records/BMG


Genere:Hard Rock/Glam Rock

Raccomandato Se Vi Piace: W.A.S.P., Motley Crue, Skid Row, Poison, New York Dolls

Era il 1984 quando uscì sul mercato “Stay Hungry”, terzo album del quintetto glam Twisted Sister e triplo disco di platino. Era il 2004, vent’anni dopo precisi, quando uscì “Still Hungry”, versione registrata da capo e rimasterizzata con qualche bonus, per celebrare la reunion della band a tempo pieno. Che cosa c’è di diverso tra quell’album datato e questo? Beh, prima di tutto Dee Snider non ce la fa come nel disco originale, non arriva più a quegli acuti potenti, molto glam, che si trovavano nelle originali “I Wanna Rock” oppure “We’re Not Gonna Take It”, tanto per citare le più famose. Poi in questo disco trovate anche un paio di canzoni mai finite all’epoca di “Stay Hungry”, come “Never Say Never” e “Rock’n’Roll Saviors” e anche “Heroes Are Hard To Find” (datato 1998), un mid-tempo abbastanza conosciuto. “Ah e il disco originale?” vi starete chiedendo; niente paura. Vi basti solo leggere che è un capolavoro del glam metal anni 80, che ha vinto il triplo disco di platino, che riconoscerete pure voi le canzoni più famose e che comunque anche se non è il vostro genere gli 8 minuti e passa di “Horror Teria”, in un modo o nell’altro hanno dato un piccolo contributo allo sviluppo del metal.

Voto:7,5/10

lunedì 11 gennaio 2010

The Softlightes - Say No To Being Cool, Say Yes To Being Happy


Modular
Genere: Indie Rock/Indietronica/Indie Pop/Electro Pop

Raccomandato Se Vi Piace: The Incredible Moses Leroy, Matt & Kim, Sunny Day Sets Fire, Postal Service

Sarà che di solito, solo raramente, sono così incline a musica solare e zuccheroso, ma qui ho trovato solo cadaveri affogati nel miele e melassa e panna e zucchero a velo e zucchero filato e zollette di zucchero. Seguendo la falsa riga del titolo “Say No To Being Cool, Say Yes To Being Happy”, i The Softlightes (guidati dalla voce di The Incredible Moses Leroy) devono aver detto di sì troppo spesso, perché sono così felici e contenti, che tutto il disco sprizza gioia da tutti i pori. Ovviamente a parte dosi contenute e indiepoppamente perfette (“The Microwave Song”), il disco è troppo gioioso per raggiungere una sufficienza piena, anche se devo ammettere che, (logico) il loro genere lo sanno suonare discretamente bene. Da ascoltare se non volete togliervi la vita.

Voto:5,5/10

domenica 10 gennaio 2010

Psyopus - Our Puzzling Encounters Considered


Metal Blade
Genere:Math-core/Avantgarde Metalcore

Raccomandato Se Vi Piace: Car Bomb, Tony Danza Tap Dance Extravaganza, Ion Dissonance, The Number Twelve Looks Like You

Per prima cosa mi preme dire che se questo disco fosse uscito sotto il nome di Christopher Arp, o “Arpmandude”, oppure qualcosa collegato solo al chitarrista, il risultato sarebbe rimasto inalterato. C’è infatti da dire che il vero punto d’interesse di questo disco è l’effettiva bravura del chitarrista, il cui modo di suonare poco ortodosso ha attirato notevoli sponsor in campo chitarristico, per via delle sue doti tecniche che lo pongono tra i chitarristi più veloci in campo metal, piuttosto che il resto degli artisti (escluso il cantante che non ritengo bravo per nulla) che comunque fanno una buona impressione. Detto questo il cd possiede un eccessiva dose di casualità (“Insects”, “Happy Valentines Day”), dato che quasi ogni brano (ad eccezione della fantastica “Siobhanis Song”, che guarda caso è una piece creata esclusivamente da Arp) sembra stato scritto tanto per buttare giù qualcosa casualmente, tanto le cose a caso fanno tutte math. Errore grossolano il loro…

Voto:5/10

mercoledì 6 gennaio 2010

LoveHateHero - White Lies



Ferret Records


Genere: Screamo-Pop/Pop Punk

Raccomandato Se Vi Piace: I Am Ghost, Four Letter Lie, Blessthefall, Greeley Estates

“White Lies” è il classico album totalmente innocuo. Trattasi infatti di screamo-pop “banalmente volgarizzato” (condisco il termine di virgolette perché so benissimo che accostare volgarizzato a screamo-pop è un po’ antitetico) dal nuovo pop-punk stile All Time Low et similia, che se per un gruppo al debutto, un accostamento del genere è quanto di più simile alle unghie sulla lavagna (vedi Four Letter Lie), quello creato dai Lovehatehero (al secondo lavoro qui, dopo il buon “Just Breathe”) è un disco assolutamente gradevole, dove più di una canzone potrebbe rimanervi in mente per tutta la giornata (“Amity”, “Red Dress”, “Of Sound And Fury”). Un disco quindi finto alternativo con la scritta POP marchiata a freddo sul retro del cd. Ma alla fine che ci importa, lunga vita al poserismo che almeno ci fa sorridere.

Voto:6,5/10