giovedì 2 aprile 2009

Emo Diaries Volume 4: An Ocean Of Doubt

Deep Elm Records
Oggi riflettevo sui sondaggi fatti precedentemente su questo sito e una cosa mi è balzata subito alla mente.
E’ da un botto che non parlo più della Deep Elm.
Detto fatto.
Parleremo di Deep Elm in questo post e più precisamente del quarto volume della migliore serie di compilation creata nella storia della musica, gli Emo Diaries, la serie che ha contribuito a presentare una scena che, prima dell’avvento di internet giaceva decisamente nell’ombra.
Perchè non del primo?
Il perchè lo ignoro, ma fa lo stesso, dato che anche questo quarto disco, possiede ottime canzoni.
Ma andiamo con ordine:
Fivespeed – What’s Our Dilemma: Promettente band post-hardcore/emo-core che dopo un ottimo debutto e un triplo split con Before Braille e Andherson, si è adagiata su un alternative rock che a dir la verità, devo ancora ascoltare bene. Intanto qui erano all’apice della loro creatività. Godeteveli
Red Animal War – Backbreaker: Non hanno bisogno di presentazioni. Assolutamente divini, con il loro post-hardcore venato di emo, sporco e storto. E questa non è nemmeno una delle migliori canzoni.
The John Doe Band – Supergirl: College-Rock svedese, che di scandinavo ha ben poco ma che invece prende in prestito qualche nozione sparsa da Jawbreaker, Quicksand e Seven Storey Mountain. Bella canzone, comunque.

Ed Matus’ Struggle – Distance: Band sconosciuta ed introvabile (sul web è rintracciabile forse lo split con i Floor, ma è difficile) ma a sentire il pezzo non è una gran perdita. Va già meglio con i pezzi inediti del Myspace.
Aina – Rolling Snowball: Deliziosa, la canzone degli spagnoli Aina, una sorta di emo-rock tra Last Days Of April e Surrounded.
Further Seems Forever – Vengeance: Nessuna presentazione nemmeno per i veri vip del disco: la band, capitanata dall’allora cantante Chris Carrabba (ex Strongarm ed ora volto e voce di Dashboard Confessional), tira fuori un pezzo tirato e melodico che non avrebbe assolutamente sfigurato su quel gioiellino chiamato “The Moon Is Down”.

Keystone Sinatra – Twenty1: Belli stonati ed emotivi, gli svedesi Keystone Sinatra ricordano abbastanza gli Psara (progetto parallelo, ormai defunto, di alcuni componenti dei Piebald)presenti nel terzo volume degli Emo Diaries. Uno dei punti di forza dell’intero lavoro.

The Movielife – Valens: I Movielife, abbastanza rozzi, prima del decadimento avvenuto sulla Drive-Thru. Provare per credere.

Spy Versus Spy – Set The Spokes Alight: Gruppo conosciuto da pochi estimatori, ma che avrebbe meritato una ben più grande esposizione mediatica. Pensate ai Boys Life che incontrano per strada i Get Up Kids periodo “Four Minute Mile”. Questo è ciò che ne uscirebbe fuori.

ODG – Corners: Passiamo oltre, dato che “Corners” degli spagnoli ODG non dice nulla.

Merrick – Milk And Lots More: Secondo me, il must have dell’intero cd: emo-punk al 100%, purissimo, caciarone ma allo stesso tempo emozionale/emozionante. Da sentire, e risentire, e risentire, e risentire…

Flux Capacitor – Sasshe: Post-rock inutilissimo. Per restare in tema Deep Elm, gli Appleseed Cast non vengono nemmeno chiamati in causa.
Detto questo, consiglio a tutti voi di dare un ascolto sia all’intero disco, sia ai vari myspace linkati, che infine, all’intera serie, che nessun amante dell’emo (e della buona musica), dovrebbe lasciarsi sfuggire.
Voto:7,5/10

5 commenti:

Light ha detto...

ti sei sbagliato sicuramente sul voto...un deep elm non può avere meno di 8,5!

Valerio Martini ha detto...

Ahaha, perchè dato che mi sfottete sempre per la Deep Elm, ve la faccio pagare con una serie ininterrotta di recensioni :D

Polaris ha detto...

"ohhh valeriòòòò..nuooooo...ti prèèèègo..la deep elm...nuuoooooooo"

-Jean Claude su Deep Elm-

Carmelinda. ha detto...

Flux Capacitor – Sasshe:

questa canzone fa schifo, ricorda quando glielo dissi?
è una di quelle che non riesco MAI ad ascoltare :D

Valerio Martini ha detto...

@ Polaris: -.-

@Carmelinda: No, veramente, è molto brutta quella canzone, l'inutilità messa in musica.