sabato 28 febbraio 2009

Californication




















a Hank Moody (un David Duchovny in stato di grazia e maledettamente pregno d'ironia) non piace la California. non gli piace Los Angeles, e a quanto pare non piace nemmeno al suo estro di scrittore: trovatosi nella condizione di doversi trasferire lì, da New York, per il riadattamento di un suo libro profondamente nichilista, God Hates Us All (Dio Ci Odia Tutti), in una commedia romantica intitolata A crazy thing called love con "Tom e Katie" (ahahaha), vive nell'odiata città degli angeli da ormai troppo tempo, tanto che le sue capacità creative paiono essersi affievolite, sgonfiate come un canotto dimenticato sulla spiaggia. come se non bastasse, ha una gran bella sequela di grattacapi da risolvere, tra cui tentare di riconquistare la ex-compagna, nonchè madre di sua figlia (un esserino prepuberale che ha più o meno venduto l'anima al diavolo in nome del rock 'n roll, e che sembra la versione umana di Emily The Strange. la adoro.) , essere un padre presente per la suddetta (e dai, glielo concedo: ci sa fare, almeno con la prole. :°D) e cercare di non cacciarsi nei guai, visto che tenta di mettere un toppino alle sue beghe concentrando tutte le sue attenzioni sul sesso. ne fa tanto, a vagonate, compulsivamente e sempre accompagnato da incentivi alcolici o stupefacenti, il che gli provoca ulteriori grattacapi che si ritorcono in una spirale grottescamente e strettamente avvolta intorno a lui e che lo coinvolge in situazioni spesso al limite dell'imbarazzante. la prima stagione, dodici episodi, è stata trasmessa in italia dal canale Jimmy, su Sky, la seconda ancora niente ma è reperibile sottotitolata (ho iniziato da poco a guardarla), la terza inizierà in America nell'autunno 2009 e, che dire...questo telefilm è geniale, fuori dalle righe in tutti i sensi possibili e immaginabili, soprattutto sconfina dal modo tradizionale di affrontare determinate tematiche: qui vengono sbattute senza troppi complimenti davanti al muso dello spettatore, che generalmente ne rimane spiazzato. io, personalmente, mi sono fatta tante risate. spiazzata, sì, ma ridevo a nastro.

venerdì 27 febbraio 2009

The Faceless - Planetary Duality


Genere: Technical Death Metal/Progressive Metal
Se vi piacciono: Death, Decrepith Birth, Spawn Of Possession, Cynic

Giunti al secondo full lenght i The Faceless stupiscono con un cd che supera il già ottimo debut, ad una età giovanissima, il combo a stelle e striscie riprende quello che i Decrepith Birth hanno riproposto l'anno scorso con l'incredibile "Diminishing Between Worlds", ovvero death metal tecnico seguendo le impronte dei grandissimi maestri del passato come Death e Cynic, cioè con una forte componente progressive, melodica e allo stesso tempo brutale.
La musica proposta è di arduo ascolto per un profano, ma posso assicurare che se siete minimamente avvezzi a sonorità un po' fuori dalla norma, troverete passaggi di alcune canzoni persino catchy (per quanto catchy può essere il death metal) e con soluzioni molto variegate, che rendono le composizioni estremamente personali e di immediato impatto; di fatto rendendo ogni canzone immediatamente riconoscibile e di elevatissimo tasso tecnico.
Come dicevo, i nostri giovani le provano tutte per far variare le canzoni, dai soliti arpeggi melodici, agli sweep devastanti, agli armonici, ai controtempi, fino ad arrivare all'utilizzo di voci robotiche, tastiere e inserti di black metal e voci pulite.
Insomma, pur considerando la giovane età, i ragazzi ci sanno fare alla grandissima, e con qualche limatura qua e là possono diventare dei colossi del genere entro pochi anni, unica pecca del cd forse la produzione fin troppo artificiale specie per le chitarre, ma sto entrando nel dettaglio, e poi ci si lamenta spesso del contrario, per cui tant'è.
Da ascoltare, caldamente consigliato a chiunque, specie se non avete il paraocchi (o orecchie in questo caso)

voto: 8.0

mercoledì 25 febbraio 2009

Hellogoodbye - Zombies!Aliens!Vampires!Dinosaurs!

Drive-Thru Records

Genere: Pop

Raccomandato Se Vi Piace: Cobra Starship, Metro Station, The Secret Handshake

“Zombies!Aliens!Vampires!Dinosaurs!” è stato il disco della mia estate 2007. Certo la mia estate non è stata quello che può far sembrare quest’album (ovvero una vera e propria summer in love spensierata e gaudiosa), ma per uno che voleva un po’ di musica innocua e divertente al tempo stesso, ho avuto esattamente, e anche più, di quello che mi aspettassi. Questo primo lavoro di lunga durata degli Hellogoodbye è quanto di meglio si possa chiedere alla musica pop oggigiorno. Un atteggiamento puramente nerd da parte degli artisti, dei testi così fortemente naif e quasi innocenti (“I felt so bad when your mom, caught us eating ice cream in your room at three in the morning”) e una voce abbastanza ritoccata e manipolata digitalmente (“All Of Your Love”, “Oh It’s Love”,”I Saw It On Your Keyboard”) da risultare deliziosamente adorabile; sono questi gli ingredienti giusti per un disco, quasi, miliare per il genere. Se a questo aggiungiamo una “Here (In Your Arms)” che ha fatto sfracelli un po’ ovunque e una “Figures A And B (Means You And Me)” divertente, tanto da potervi indurre a ballarla davanti alla webcam e postarla su Youtube (non che io l’abbia fatto…), direi che questo è l’album perfetto da prendere per un un bel party estivo, con tanto di piscina e palloni gonfiabili che svolazzano in aria.
Voto:9/10

martedì 24 febbraio 2009

Frank Turner - Sleep Is For The Week

Xtramile Recordings
Genere: Folk/Acoustic

Raccomandato Se Vi Piace: Jonah Matranga, City And Colour, Dustin Kensrue, Chuck Ragan, Willy Mason

Dallo scioglimento dei Million Dead, Frank Turner non c’ha messo molto per riaffacciarsi nello showbiz. Lo fa infatti nel 2007 con questo album (preceduto da un EP “Campfire Punkrock”, uscito precedentemente, assieme ad uno split con Jonah Matranga e un singolo) intitolato “Sleep Is For The Week”, accompagnato da una bella copertina di Chris Pell e con la sua chitarra acustica che lo segue per tutta la durata del cd. Eh sì, diciamo che il buon Frank ha abbandonato la strada del post-hardcore At The Drive-Iniano e ha cambiato direzione musicale, virando verso un folk acustico (“Back In The Day”, “Once We Were Anarchists”) a tratti punk (“The Ballad Of Me And My Friends” che odora tantissimo di primissimi Against Me!, “The Ladies Of London Town” con Jamie Lenman dei Reuben come guest) e a tratti “emo” (“The Real Damage”, la grandiosa e strepitosa”Worse Things Happen At Sea”, “Wisdom Teeth”). E devo dire che con questo primo lavoro, se l’è cavata decisamente bene.

Voto:7,5/10

domenica 22 febbraio 2009

Ho Voglia di Te

Genere: mocciosate

S'i' fosse Step, ritornerei in America,
s'i' fosse Babi, mi fare pagare per farmi sbattere sulla sabbia dal primo che passa,
s'i' fosse Pallina, pagherei io Scamarcio per farmi sbattere,
s'i' fosse Gin, non lo so, ma forse sarei l’unica che in questo film ha capito tutto,
s'i' fosse la sorella di Babi, mi informerei sui rischi di un test del dna pre-parto,
s'i' fosse il padre di Babi, prenderei a calci un culo quella scassamaroni di mia moglie,
s'i' fosse la madre di Babi…proverei a..vabbè poi va a finire troppo nel volgare..
s'i' fosse Pollo, non sarei molto contento che quel demente di Step mi butti la moto nel Tevere,
s'i' fosse quelli dell’ANAS sarei contento ancor meno, anzi sarei decisamente adirato,
s'i' fosse uno che intervista il costumista di Ho Voglia di Te, gli chiederei perché nessuna porta il reggiseno,
s'i' fosse Moccia, smetterei di farmi canne ai Parioli,
s'i' fosse un’amante della letteratura, della cultura e della lingua, com' i' sono e fui, incatenerei Moccia al palo “degli innamorati” con quello schifo di lucchetti, farei un grande rogo con tutte le copie dei suoi best-sellers che riesco a reperire e lo lascerei bruciare a fuoco lento mente un eletto gli declama:

“Ho voglia di te..”
“cosa?”
“te lo ripeto ma non mi prendere in giro..ho voglia di te”

“guarda che è per sempre, eh…”
“per sempre..” (mentre getta la chiave)

“è come se ci fossimo solo io e te, solo noi due tre metri sopra al cielo, nel posto dove vivono gli innamorati”
voto: siamo seri..

sabato 21 febbraio 2009

Eleni Mandell - Miracle Of Five

Zedtone

Genere: Folk/Pop/Jazz/Country

Raccomandato Se Vi Piace: Nina Nastasia, My Brightest Diamond, Lucinda Williams

Beh non sarà osannata come Norah Jones però anche Eleni Mandell, con questo “Miracle Of Five”, sesto album in poco più di sette anni, le carte in regola per farsi notare le ha tutte. Un disco come questo permeato di folk pop dall’inizio (anche se è il jazz di “Moonglow, Lamp Low” a colpire da subito, con sassofono e atmosfere fumose a contorno di tutto), è decisamente una botta di novità rispetto a quello che ascolto di solito. E’ appunto così una novità, che non so cos’altro aggiungere.
Voto:6,5/10

venerdì 20 febbraio 2009

Wall-e

Genere: animazione, Disney

Nonostante io ami e veneri la Disney in maniera a tratti imbarazzante, la Pixar mi ha sempre creato qualche dubbio per colpa dei disegni in computer grafica.
Intendiamoci, Nemo era simpatico, Gli Incredibili anche, ma insomma non è il genere di film che mi andrei a vedere al cinema e chi ci ha provato ha ricevuto risposte evasive per circa un mese.
Poi l'ho visto: oltre ad avere la migliore grafica fin'ora mai realizzata dalla Pixar è tra i film più adorabili, tristi, dolci, romantici e divertenti di sempre.
Non ho altro da aggiungere, bisogna vederlo, obbligatoriamante.

Voto: 9/10