Visualizzazione post con etichetta Hydra Head. Mostra tutti i post
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mercoledì 15 luglio 2009

Jesu - Conqueror

Hydra Head
Genere: Post-Rock/Doom/Industrial/Shoegaze

Raccomandato Se Vi Piace: Godflesh, Isis, Battle Of Mice, Envy
Gli Jesu, il progetto di Justin Broadrick, batterista dei Godflesh, ha preso una decisiva piega melodica nell’EP “Silver”, ma soprattuttto in questo “Conqueror”. Partendo dal doom lento e cadenzato, a tratti industrial, del primo lavoro omonimo, in “Conqueror” si aggiunge al tutto, un mood shoegaze discretamente diffuso in tutto il disco,concedendo al suono complessivo, un piglio post-rock che rende l’album più fruibile di quelli precedenti. Basta prendere la titletrack oppure “Weightless And Horizontal” per comprendere al meglio quest’evoluzione, che li porta ad essere una sorta di My Bloody Valentine, pesanti, claustrofobici e dolcissimi al tempo stesso. Un disco da ascoltare prima e possibilmente da avere, per tutti che vi professate fan della musica originale.
Voto:8/10

lunedì 25 maggio 2009

Big Business - Here Comes The Waterworks

Hydra Head
Genere: Sludge/Post-Rock/Stoner/Doom
Raccomandato Se Vi Piace: Melvins, Torche, Karp, High On Fire
Possibile che di questo secondo lavoro dei Big Business non abbia capito nulla, ma a me non ha veramente detto nulla. Sì ok, è ben costruito, uno sludge-stoner di buona fattura, che parte dai Melvins e finisce ai Karp, un tipico disco della nuova Hydra Head, con qualche buona canzone (“Just As The Day Was Dawning”, “Grounds For Divorce, “Start Your Digging”) ma che a me alla fin fine non ha detto nulla (come l’album dei Zozobra, ingiustamente (l’ho capito appena l’ho rimesso su dopo un mese) osannato da me, su queste pagine).Poi vedete voi.
Voto:6/10

sabato 17 gennaio 2009

Clouds - Legendary Demo

Hydra Head

Genere: Stoner/Psychedelic/Hardcore

Raccomandato Se Vi Piace: Kyuss, Cave In, Alabama Thunderpussy, Queens Of The Stone Age, Git Some

Non troppo tempo fa ho recensito in questa sede il debutto degli Zozobra, progetto nato dalla mente di uno dei chitarristi dei Cave In (che al momento, ricordiamolo, sono in pausa) ed ecco ora che recensisco il lavoro dei Clouds, altra band nata dalle (temporanee) ceneri dei Cave In. E meno male che la musica è completamente diversa: qui si parla, di stoner rock con inflessioni psichedeliche e dub/jazz (i quasi venti minuti di “Quartulli Dub”) e ritmi smaccatamente hardcore. E diciamo che nemmeno un cultore del genere come me, può riscontrare che questo “Legendary Demo” (che di demo in realtà ha ben poco) ha tutte le carte in regola per, se non farci dimenticare la lunga pausa dei Cave In, tirarci su il morale con della buona musica. La band sa il fatto suo, e i pezzi sono talmente diretti che non mi stupirei se fossero tutti stati registrati in stile “buona la prima”. I brani migliori vi starete chiedendo?Beh ce ne sono abbastanza; “Magic Hater” e la sua psichedelia hardcore, la cruda velocità di “New Amnesia”, le schitarrate alla Foghat di “Pressure” e la devastante (alla Git Some) “Live It For Now” e poi è inutile continuare ad elencare che i pezzi sono solo 8 ma quasi tutti di pregevole fattura. Provate per credere.

Voto: 7,5/10

lunedì 8 dicembre 2008

Zozobra - Harmonic Tremors

Hydra Head Records

Genere: Post-Metalcore/Post-Hardcore

Raccomandato Se Vi Piace: Cave In, Old Man Gloom, Neurosis, Clouds, Converge

Nato dalle menti di Caleb Scofield (Cave In ed ex Old Man Gloom) e Santos Montano (Forensics ed ex Old Man Gloom), il progetto Zozobra si integra perfettamente con i lavori della scuderia Hydra Head. Musica pesante, meccanica, strana ma al tempo stesso ipnotica, a tratti dolce (“Soon To Follow”), psichedelica al punto giusto (“Caldera”) ed oscura alle volte: come riferimento posso citarvi una specie di ibrido tra gli Old Man Gloom e i Cave In di Jupiter, quelli più cervellotici e meno rock,decisamente migliori. Il disco è comunque una specie di gioiellino del genere: si sente che è suonato da due grandi musicisti (Santos Montano è un ottimo batterista, a mio modesto parere) e i pezzi risultano complessi ma “noisy”, pesanti ma anche abbastanza fruibili (come nel caso della deflagrante, ultima traccia, “A Distant Star Fades”). Insomma un ottimo lavoro, che contribuisce a fare dell’etichetta una delle migliori (se non assolutamente LA migliore) in questo campo sperimentale e particolarmente innovativo.

Voto:8/10