lunedì 4 maggio 2009

Cult Of Luna - Eternal Kingdom



http://www.myspace.com/cultofluna
Genere: Post-Hardcore/Sludge/Post-Rock
Se vi piacciono: Isis, The Ocean, Mouth Of The Architect

Un diario di un assassino ritrovato vicino alla sala prove, locata in un ex-manicomio: questo l'intrigante preludio e concept alla base di questo ultimo album dei Cult Of Luna, gruppo che troppo spesso ha vissuto all'ombra dei ben più conosciuti e ammirati Isis, la formazione ha già diversi album alle spalle e si può tranquillamente dire che onestamente molte idee sono di derivazione "Isis".
Nonostante questo, non si parla qua di un gruppo clone, quanto di un ottimo gruppo che riesce a mettere personalità e carattere nel proprio sound, senza mai cadere nel plagio, anzi.
I Cult Of Luna partoriscono quindi un album emotivo, dall'incedere granitico, con partiture sia soffocanti nella migliore tradizione post-hardcore, sia estremamente delicate e toccanti e composizioni estremamente sofisticate, come la canzone "Ghost Trail".
E' tuttavia quando si ricorre ai mid tempo cadenzati di chiaro stampo sludge che i nostri incidono parecchio, ne è un chiaro esempio la title track; insomma, non stiamo parlando di un disco di per sè rivoluzionario, ma di un ottimo album post-hardcore con numerose influenze post rock e sludge, dotato di personalità e abbastanza creativo, che di sicuro saprà emozionare in più di una occasione; certo è che gli Isis sono sempre dietro l'angolo pronti a fare lo sgambetto e a correre 100 metri più avanti...

Voto: 7,5

The Sleeping - Believe What We Tell You

Victory Records
Genere: Post-Hardcore
Raccomandato Se Vi Piace: At The Drive-In, Sparta, Skycamefalling, Envy On The Coast
A parte che stasera, la redazione di The Guilty Agenda is on fire tonight, quindi perchè non unirsi a questa festa? Detto fatto, ed eccomi a presentarvi questa ristampa del primo lavoro dei The Sleeping, intitolato “Believe What We Tell You”, uscito originariamente nel 2004 e ristampato poi dalla Victory nel 2007. I The Sleeping, escono fuori direttamente dallo scioglimento all’Hellfest del 2003 degli Skycamefalling e cominciano da subito a suonare qualcosa di sfuggevole ad ogni definizione: sicuramente possiamo parlare di post-hardcore per la forma deframmentata della canzone (“Broadcast Silence”, “Sunday Matinee (Reel To Reel)”, “The Big Breakdown-Day 2”) ma non del tutto nei contenuti dato che troviamo una buona dose di indie (“Funus-Eris”), alternative rock (“15 On The Freeway”), hardcore/metalcore (“Fleet”) e perché no, dello screamo abbastanza genuino (“If Your Heart Was Broken…You Would Be Dead”). Ecco, potrebbero sembrare tranquillamente degli Sparta incazzosi con tonalità vocali che oscillano tra Taking Back Sunday e Rise Against. Non male direi, no?
Voto:7/10

Consigli per gli Acquisti

Piccola parentesi letteraria: lettrice avida di fantasy e simili lo sono sempre stata e tuttavia era da tempo che non mi capitava di leggerne di così interessanti e ben scritti, perciò mi permetto di portarlo all'attenzione dei famosi "25 lettori" di Manzoniani.

City of Bones, City of Ashes e City of Glass formano la trilogia The Mortal Instruments, (in italia edita col nome di Shadowhunters); interessante miscuglio di Harry Potter, Inuyasha, dialoghi alla Buffy a altro ancora che adesso non mi viene in mente ottimamente miscelati dall'autrice Cassandra Clare e rielaborati tanto da non renderne mai troppo evidente la fonte d' ispirazione, Credo meriti attenzione, specie nel panorama contemporaneo del genere ormai spaventosamente piatto e replicato, nonchè invaso da succhiatori di sague e vampirelli vari che francamente credo, e spero, abbiano fracassato a tutti le scatole a sufficenza.

per altre informazioni questo è il link del sito dell'autrice : http://www.mortalinstruments.com/

Push

Genere: film mal riusciti

“Vedo, vedo, vedo la mia morte e anche la tua se resterai con me”
“Allora certo che resto con te”
“Eccellente, allora ti spiego il piano: tra circa 10 minuti mia madre lascerà cadere una biglia che andrà ad incastrarsi in mezzo ad una porta e tu muori, poi andiamo a mangiare il sushi, allo chef sfugge un coltello o due e tu muori mentre io agonizzo in un lago di sangue, scappiamo e ci rifugiamo da una che ha un debito con mia mamma così che lei ti possa guarire vabbè che poi scopre che mia madre si faceva suo marito e ti rispacca le ossette una per una, ma tu scappi ugualmente via dal vecchio cinese, quello della manicure per intenderci, e ti fai cancellare la memoria, poi raggiungi un altro paio di amici miei sul tetto ti fai scaricare addosso un paio di kalashnikov e muori, ma poi rivivi e la tua ragazza ammazza il cattivo.
Tutto chiaro?”
“Certo”
“Perfetto allora andiamo”
“Hell yeah!”

Frase celebre
: “Continuo a vedere la nostra morte”

The Orphanage

Genere: horror

Un, due tre…STELLA!
Tana per la vecchia col badile nel capanno degli attrezzi!
Un, due, tre..STELLA!
Tana per il fratello brutto di Frankestein dentro la grotta, (”Bustina quante volte ti ho detto che non devi levarti il sacchetto dalla testa, sei inquietante..”)
Un, due, tre…STELLA!
Tana per il bambino malato di AIDS nella fossa.
Un, due, tre…STELLA!
Tana per l’orfanella adottata che per tutto il film si chiama Sara finchè.. “è Laura ragazzi! Venite fuori, è proprio Laura è tornata da noi..”

Frase celebre
: “Mio figlio è stato rapito dai suoi amici invisibili ma io non sono pazza e lo ritroverò a qualsiasi costo”

Voto: 4

Mouth Of The Architect - Quietly


http://www.myspace.com/mouthofthearchitect

Genere: post-hardcore/post-rock/sludge
Se vi piacciono: Isis, The Ocean

Riprendendo un po' quello che è l'andamento del sondaggio, recensisco un cd di un genere che sta ricevendo molti voti come richieste di recensioni, passiamo quindi a questo ultimo album degli statunitensi Mouth Of The Architect; alfieri di un post-hardcore/sludge caratterizzato da alcune influenze di un certo post-rock malinconico.
Tutto l'album si muove su coordinate lente e monolitiche, con un'ottima alternanza tra parti più prettamente post-hardcore, quindi con ritmiche lente, inesorabili e riff di chitarra pesanti e claustrofobici; a parti più ragionate, intime e richiamanti anche una certa tristezza.
I nostri sono abilissimi nel diversificare un po' quelli che sono i canoni di questo genere, osando e non avendo paura dei propri mezzi: abbiamo infatti voci femminili, campionamenti, tastiere molto timide ma significative; tutti questi dettagli portano il lavoro su lidi inaspettati, regalando piccole finezze, le quali, per essere assaporate al meglio, necessitano inevitabilmente più di un ascolto.
Il disco quindi è epico, sia nella durata di certe canzoni, sia per qualità del materiale, sia per abilità oggettivo di questo gruppo che, con questo terzo album, non ha paura di una sfida testa a testa coi colossi Isis.

Voto: 8.0

venerdì 1 maggio 2009

The Queers - Munki Brain


Asian Man Records

Genere: Pop-Punk

Raccomandato Se Vi Piace: Screeching Weasel, Squirtgun, The Riverdales, Teenage Bottlerocket, Green Day, The Mr.T Experience, Groovie Ghoulies, The Ramones

Negli anni 90, per chi non lo sapesse, partì una vera e propria corrente di revival pop-punk, che prendeva spunto direttamente dai tre-accordi-tre suonati dai Ramones e dalle melodie surf-pop dei Beach Boys: Screeching Weasel, The Queers, The Mr.T Experience, Groovie Ghoulies, The Travoltas e molti altri, furono alcuni dei gruppi che hanno fatto parte (o ne fanno tuttora parte) di questa scena che si sviluppò maggiormente in USA e in tutta Europa, dove ancora permane l’amore per il punk semplice, melodico e ancora grezzo. Ed ecco che quindi non sono esterrefatto ad ascoltare quest’ultima uscita della band di Joe Queer: il tempo passa per tutti, quindi è naturale che si sia persa man mano la carica punk, la sua naturale ruvidezza ma non l’attitudine. Canzoni come “Houston We Have A Problem”, “Tangerine” (in puro stile Screeching Weasel, dato che l’autore del testo è Ben Weasel), “Girl About Town” (una cover di Helen Love), “Something In My Heart” e la ballata a due voci, assieme a Lisa Marr già nei cub e nei Buck, “Brian Wilson”, la cui dichiarazione d’intenti è quasi una dichiarazione d’amore, lasciano comunque capire che il talento dei Queers è sempre lo stesso. Bentornati allora.
Voto:7/10