sabato 11 aprile 2009

Latterman - Turn Up The Punk... We'll Be Singing

Deep Elm Records

Genere: Emo-Punk/Punk/Hardcore Melodico

Raccomandato Se Vi Piace: Off With Their Heads, Dillinger Four, Small Arms Dealer, Young Livers

Dopo un mesetto, torno a parlare dei Latterman, che ormai, chi mi conosce bene, sono diventati per me una sorta di droga. Il disco in questione è “Turn Up The Punk…We’ll Be Singing”, uscito inizialmente nel 2002 per la Traffic Violation Records, ristampato su cd nel 2005 dalla solita Deep Elm e su vinile, nel 2006, dalla Yo-Yo: si notano tutti i segni distintivi della band (molta melodia, canzoni quasi festaiole (“He’s A Good Sposato (I Love Ya Blue-Blue)”) e un attitudine punk presente in tutte le canzoni) a cui possiamo aggiungere, sicuramente una più acerba incisività e una violenza giovanile, presente in parecchi pezzi (“There’s Never A Reason To Not To Party”, “The Biggest Sausage Party Ever”, “There’s No Way “Punk Was Meant To Be Done” (You Clown Doctor)”). Con queste caratteristiche direi che un ascolto quasi imprescindibile per tutti gli amanti dell’emo-punk no?
Voto:7,5/10

venerdì 10 aprile 2009

Carly Comando - Everyday

Deep Elm Records
Più che una recensione questo è solo un invito a sentire questo brano al pianoforte di Carly Comando, edito in digital download dalla Deep Elm, e divenuto famoso (tanto da comparire in una puntata dei Simpson, tra l’altro) grazie al cortometraggio di Noah K. che trovate qui. Vale la pena.

Voto: NC

Emo Diaries Chapter 5: I Guess This Is Goodbye


Deep Elm Records

Nuova recensione e nuovo capitolo degli Emo Diaries (ma non preoccupatevi, questa è l’ultima recensione degli Emo Diaries, i prossimi li sfornerò un po’ per volta, come mi pare).Vediamo cosa ci riserva questo “I Guess This Is Goodbye”:

White Octave – Looking Past Sky: Cominciano i White Octave, una versione meno art rock e più classica dei Cursive (non a caso nel gruppo, c’è l’altra mente della band di Omaha, Steve Pedersen, membro anche di Criteria e Slowdown Virginia). Buona opener quindi.


Slowride – Daydreams Of A Future: emo-punk puro questo degli Slowride, band sottovalutata del roster Deep Elm. Tra echi di Jawbreaker e intensità punk alla Latterman, ecco a voi “Daydreams Of A Future”, la seconda traccia.

Reubens Accomplice – You Do It Awfully: Indie/College-Rock sullo stile Piebald/Limbeck, leggermente sbilenco e con una piccolissima spruzzatina di emo che non guasta mai. Convincenti.

The Walt Lariat – 6 AM In Cortona: Relax puro, ecco cos’è questa traccia: velata malinconia ed esplosioni emotive sono quello che ci vuole quando si è fan degli American Football.

Sunfactor – Frostbite: Emo-rock alla Benton Falls/Camber. Nulla di che.

Eniac – I’ll Never Get Home: Pacato e dolce emo-rock, tra la calma degli Starmarket e i passaggi più corposi tipici dei Race Car Riot. Peccato che esistano poche canzoni…

Benji – Interlude/All At Once: A metà tra i Merrick del precedente capitolo e i già citati Jawbreaker (o tanto per cambiare nome, vanno bene anche gli italiani Miles Apart), ecco questa bella e coinvolgente canzone a nome Benji: urlati di sottofondo come si deve e un bel ritmo a sostenere il tutto. Questo è proprio quello che ci vorrebbe sempre.
Kerith Ravine – Two Empty Bottles: Mi sentivo un pazzo a sentire un po’ dei Lovedrug in questa canzone, anche se è stata scritta un bel po’ di tempo prima della nascita della band. Ebbene due quarti del gruppo, dopo lo scioglimento della band, hanno formato proprio i Lovedrug. Che storia… Canzone pregevole dopotutto.

Cast Aside – Racecar Theory: Sentire un pezzo screamo su questa serie fa comunque il suo effetto. Screamo puro, doppia voce maschile e femminile, intenti ad urlare (la ragazza devo dire che se la cava decisamente meglio): ricordano parecchio i primi Circle Takes The Square. Da ascoltare assolutamente.

Billy – Accentuate: Quasi lo stesso dei Sunfactor, ma decisamente più convincenti della band sopraccitata, aggiungendo un tocco di emotività che non fa mai male a nessuno.

The Others – For Good: Emo al femminile, decisamente inferiore a band come Pohgoh e Rainer Maria, ma ancora terribilmente ascoltabili.

The End Of Julia – Landmine: Purtroppo, la band dal nome migliore, di solito fa tracce leggermente inconcludenti. Come questo emo-rock per cui i fan dei Pop Unknown potrebbero impazzire.

Sullo stesso livello (o lievemente inferiore) del precedente capitolo, “I Guess This Is Goodbye” convince grazie ai pezzi di Slowride, Kerith Ravine, Benji, Cast Aside ma soprattutto i sorprendenti The Walt Lariat. E’ ovvio che consiglio questo disco solo ai palati fini.

Voto:7,5/10

mercoledì 8 aprile 2009

Denti

Genere: se ti fa schifo vedere decapitazioni di genitali maschili allora presumo horror

Denti…
L’immaginario maschile vola tanto quanto quello odontoiatrico.
Un tema di cocente attualità dunque quello trattato da questo delicato film indipendente, un tema che riguarda tutti e che tutti può colpire: chi sarà il prossimo? Forse un ignaro studente, (che assomiglia a Nick Jonas guarda un po’), desideroso di purezza e redenzione, (vedi l’anello della castità), che poi tenta lo stupro per carenza di sollazzi?
O forse un viscido ed untuoso marpione che droga e induce alla copulazione una sacra vergine delle rocce? O magari il fratello rozzo, ribelle e tatuato che “io amo Dawn fin da quando avevo cinque anni”,(che poi con salute! Voglio dire, alla faccia che “ormai i ragazzi crescono troppo in fretta” e che “ai miei tempi era diverso” e che “quando c’era il Duce almeno i treni arrivavano in orario”)
O ancora il ginecologo che come prima visita, giacchè una ragazza potrebbe sentirsi intimorita o imbarazzata, le fa una bella sedutina di fisting, così, tanto per rompere il ghiaccio..
Morale: Ecco tutti uguali voi maschi, stronzi, allupati e senza cuore perciò preparatevi a perderlo tutto quanto..ciò che a voi sta più caro..


Frasi celebri:

“Ohh noooo la vagina dentata ESISTEEEEEEEEE!!” -il ginecologo su vagina dentata-

"Tranquilla tu non devi fare nulla, sarai ancora pura agli occhi di Dio" -il sosia di Nick Jonas su verginità-

martedì 7 aprile 2009

Authority


edito da Magic Press
Scrittore: Warren Ellis
Disegni: Brian Hitch

descrivere Authority è un'impresa e al tempo stesso una banalità, stiamo infatti parlando di un fumetto di supereroi che potrebbe a una prima occhiata essere tranquillamente catalogabile tra le infinite schiere di X-Men o vari altri supereroi DC e Marvel che infestano le fumetterie.
Invece no, sarà perchè la fantasia di Warren Ellis non ci permette di prendere sotto gamba ogni sua opera, sarà perchè la storia e il dinamismo sono così coinvolgenti e freschi da intrappolarci in ogni pagina e tavola disegnata con maestria da Brian Hitch. Sarà perchè Authority rappresenta l'essenza dei supereroi, entità che servono a proteggere la Terra.
Facciamo quindi conoscenza con Jenny Sparks, personaggio cardine dei 3 racconti dell'epoca Ellis, (poi sostituito in altri 3 racconti da Millar, altro astro totale di sceneggiatura) che rappresenta un po' le due facce della medaglia della leadership, essa è infatti dura ma al tempo stesso mostra le sue debolezze specie nel tiratissimo finale. Lei infatti impersonifica lo spirito del ventesimo secolo e porta sulle spalle incredibili responsabilità.
Abbiamo poi Jack Hawksmoor, lo spirito delle città, in grado di fare a pezzi i nemici con un solo pugno e di dialogare con le città.
Incontriamo poi Engineer, futuristica donna nella quale scorrono 9 pinte di macchinari liquidi, Doctor, sciamano olandese dai poteri mistici che riesce a far mutare la realtà. Fece scalpore poi la coppia di supereroi omosessuali Apollo e Midnighter che ci raccontano come l'amore sia possibile anche tra due supereroi uomini e ci regalano anche momenti di tenerezza. Chiude poi Swift, donna tibetana alata, a dire il vero forse un personaggio leggermente trascurato da Ellis.
Le storie sono lineari: 3 racconti di minaccie verso la Terra, d'apprima uno stato di terroristi che minaccia di distruggere 3 capitali mondiali, in seguito una civiltà aliena proveniente da una dimensione parallela e infine una colossale battaglia contro i precedenti padroni della Terra.
La scrittura, come già dicevo, propone dialoghi funzionali alla storia e molte battute ad effetto e ci fa scoprire piano piano i personaggi senza assolutamente addetrarsi in flashback sentimentali o altro. L'azione è protagonista e Hitch si supera in tavole panoramiche che vi catapulteranno nel mondo di Authority, la trama? Bè andatevelo a leggere, consiglio la versione Absolute, per evitarsi lo sbatti di racimolare tutti i volumetti ed avere tavole ancora più grosse da poter ammirare.
Un capolavoro di azione, semplice, lineare ma al tempo stesso innovativo. Authority è qui per comandare e le loro gesta meritano l'attenzione di tutti.

giovedì 2 aprile 2009

Emo Diaries Volume 4: An Ocean Of Doubt

Deep Elm Records
Oggi riflettevo sui sondaggi fatti precedentemente su questo sito e una cosa mi è balzata subito alla mente.
E’ da un botto che non parlo più della Deep Elm.
Detto fatto.
Parleremo di Deep Elm in questo post e più precisamente del quarto volume della migliore serie di compilation creata nella storia della musica, gli Emo Diaries, la serie che ha contribuito a presentare una scena che, prima dell’avvento di internet giaceva decisamente nell’ombra.
Perchè non del primo?
Il perchè lo ignoro, ma fa lo stesso, dato che anche questo quarto disco, possiede ottime canzoni.
Ma andiamo con ordine:
Fivespeed – What’s Our Dilemma: Promettente band post-hardcore/emo-core che dopo un ottimo debutto e un triplo split con Before Braille e Andherson, si è adagiata su un alternative rock che a dir la verità, devo ancora ascoltare bene. Intanto qui erano all’apice della loro creatività. Godeteveli
Red Animal War – Backbreaker: Non hanno bisogno di presentazioni. Assolutamente divini, con il loro post-hardcore venato di emo, sporco e storto. E questa non è nemmeno una delle migliori canzoni.
The John Doe Band – Supergirl: College-Rock svedese, che di scandinavo ha ben poco ma che invece prende in prestito qualche nozione sparsa da Jawbreaker, Quicksand e Seven Storey Mountain. Bella canzone, comunque.

Ed Matus’ Struggle – Distance: Band sconosciuta ed introvabile (sul web è rintracciabile forse lo split con i Floor, ma è difficile) ma a sentire il pezzo non è una gran perdita. Va già meglio con i pezzi inediti del Myspace.
Aina – Rolling Snowball: Deliziosa, la canzone degli spagnoli Aina, una sorta di emo-rock tra Last Days Of April e Surrounded.
Further Seems Forever – Vengeance: Nessuna presentazione nemmeno per i veri vip del disco: la band, capitanata dall’allora cantante Chris Carrabba (ex Strongarm ed ora volto e voce di Dashboard Confessional), tira fuori un pezzo tirato e melodico che non avrebbe assolutamente sfigurato su quel gioiellino chiamato “The Moon Is Down”.

Keystone Sinatra – Twenty1: Belli stonati ed emotivi, gli svedesi Keystone Sinatra ricordano abbastanza gli Psara (progetto parallelo, ormai defunto, di alcuni componenti dei Piebald)presenti nel terzo volume degli Emo Diaries. Uno dei punti di forza dell’intero lavoro.

The Movielife – Valens: I Movielife, abbastanza rozzi, prima del decadimento avvenuto sulla Drive-Thru. Provare per credere.

Spy Versus Spy – Set The Spokes Alight: Gruppo conosciuto da pochi estimatori, ma che avrebbe meritato una ben più grande esposizione mediatica. Pensate ai Boys Life che incontrano per strada i Get Up Kids periodo “Four Minute Mile”. Questo è ciò che ne uscirebbe fuori.

ODG – Corners: Passiamo oltre, dato che “Corners” degli spagnoli ODG non dice nulla.

Merrick – Milk And Lots More: Secondo me, il must have dell’intero cd: emo-punk al 100%, purissimo, caciarone ma allo stesso tempo emozionale/emozionante. Da sentire, e risentire, e risentire, e risentire…

Flux Capacitor – Sasshe: Post-rock inutilissimo. Per restare in tema Deep Elm, gli Appleseed Cast non vengono nemmeno chiamati in causa.
Detto questo, consiglio a tutti voi di dare un ascolto sia all’intero disco, sia ai vari myspace linkati, che infine, all’intera serie, che nessun amante dell’emo (e della buona musica), dovrebbe lasciarsi sfuggire.
Voto:7,5/10

mercoledì 1 aprile 2009

Lavender Diamond - The Cavalry Of Light EP

Autoprodotto

Genere: Pop/Indie/Folk
Raccomandato Se Vi Piace: Meg Baird, My Brightest Diamond, Taken By Trees, The Tiny

Lavender Diamond è il nome di un quartetto pop proveniente da Los Angeles, capitanato dall’eterea voce di Becky Stark, che domina prepotentemente la scena in questo disco autoprodotto di soli quattro pezzi, intitolato “The Cavalry Of Light”. “You Broke My Heart”, il primo brano, è un tipico brano targato Lavender Diamond: strumentalmente semplicissimo (pianoforte, basso e batteria che non fanno nemmeno un solo virtuosismo) ma vocalmente avvincente. E’ questo il marchio di fabbrica della band, saper stupire con una semplicità di naif di fondo, che traspare sia dai testi che dai pezzi in generale. “Please” è un lentone piano e voce, delicato e notturno, “In Heaven There Is No Heat” ha molto del country e del folk (My Brightest Diamond docet) mentre la conclusiva e primaverile (non solo per il titolo) “Rise In The Springtime” ricorda molto da vicino i The Tiny, soprattutto per il tono di voce della Stark che assomiglia a quello di Ellekari Larsson. Quattro pezzi, per un assaggio di quello che potrete trovare nei lavori della band.
Voto:6/10